Prosegue oggi la nostra rubrica che vuole far luce sulle dinamiche dell’esperienza umana in tema di lavoro attraverso le parole vive di Don Luigi Giussani: leggi la prima puntata.
2- Il lavoro come bisogno e desiderio di realizzazione della persona nella sua interezza
Ecco il concetto di bisogno: fa capire la natura dei desideri che muovono l’uomo e che partono dal cuore. I desideri che partono veramente dal cuore, quelli veramente costitutivi, sono desideri senza limite, hanno un orizzonte che è come un angolo aperto all’infinito, perché mirano, partendo da un qualsiasi punto, alla realizzazione della persona intera. Così è il lavoro; tant’è vero che là dove la persona non è trattata per quello che è, il lavoro comincia a diventare cento volte più pesante, e a volte anche insopportabile.
3- Il lavoro apre a una esigenza di risposta totale
Qualsiasi risposta particolare a un bisogno lascia nell’uomo un fondo di insoddisfazione, se egli non vi percepisce una corrispondenza con la totalità della sua persona, se non avverte un progresso nel cammino verso il suo destino. Ciò che rende così infiniti i desideri del cuore dell’uomo è il fatto che l’uomo non si può ridurre totalmente ai suoi antecedenti biologici chimici e fisici; l’uomo non nasce in tutto quello che è da suo padre e da sua madre, perché ha qualcosa in sé che nasce direttamente da Dio ed entra in tutti i suoi bisogni, anche materiali, determinando quella fame e sete che nessuna materialità riesce a colmare.
I brani riportati sono raccolti nel libro “L’io, il potere, e le opere – Contributi da un’esperienza” edito da Marietti 1820.