Il lavoro nelle parole di Don Giussani – 3

Prosegue oggi la nostra rubrica che vuole far luce sulle dinamiche dell’esperienza umana in tema di lavoro attraverso le parole vive di Don Luigi Giussani

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4- Il senso religioso è la condizione di un lavoro come apertura alla totalità

Per questo il senso religioso, cioè questa apertura all’infinito, sottende, spiega, sostiene, dilata, potenziandolo senza limite, ogni bisogno dell’uomo. A ogni bisogno è sottesa questa prospettiva che supera tutti i traguardi cui egli di volta in volta sembra mirare e perciò l’uomo si ritrova spinto sempre più in là. Questo «sempre più in là» è il rapporto con l’infinità, è il rapporto con Dio che non può essere eluso, nel rapporto con la donna, con la famiglia, con il lavoro. Il senso religioso è dunque il fattore ultimo dei bisogni umani, e quindi anche del bisogno che è il lavoro.

5- Il lavoro come strada al proprio destino

È per il senso religioso che l’uomo realizza un impegno totale con la realtà affrontando anche un singolo bisogno, ed è in questo impegno, in questa scoperta, che il bisogno diventa strada per il proprio destino…. Si può certamente lottare per avere cinquantamila lire di più al mese, ed è giusto, ma un uomo non è soddisfatto solo da quello, proprio nella sua dimensione di lavoratore. Sottolineando il senso religioso noi ci collochiamo nella posizione per cui l’uomo che lavora viene tenuto presente nella sua integrità, non viene come spezzato e frammentato, trattato come una cosa.

I brani riportati sono raccolti nel libro “L’io, il potere, e le opere – Contributi da un’esperienza” edito da Marietti 1820.